Un libro da tenere in libreria

“L’uomo è al tempo stesso complessità e semplicità, unità e molteplicità.
Ogni individuo è una storia diversa da tutte le altre.
E’ un aspetto unico nell’universo.”
Alexis Carrel
Le rôle future de la medicine“, vol 1, Plon, Paris, 1945

Questa bella citazione l’abbiamo presa dalla ‘Presentazione’ del libro di Paolo Bellavite ‘La complessità in medicina’ edito da Tecniche Nuove di cui vedete la copertina come immagine del post.
La citazione di Alexis Carrel è straordinaria soprattutto per quelli di Noi che hanno ricevuto la formazione scolastica e culturale nel mondo cattolico negli anni ’50 e ’60, prima che arrivasse il ’68, quando il medico francese ci veniva indicato come esempio. La citazione di Carrel affonda sicuramente le radici nel trascendente e lui fu fortemente avversato e criticato dalla cultura positivista che allora era molto dominante in Francia.
L’uomo come aspetto unico nell’universo fu descritto e presentato egregiamente dai grandi illuminati fondatori delle medicine tradizionali come la Medicina Ayurvedica o la Medicina Tradizionale Cinese perché nella loro personale evoluzione totale avevano imparato a coinvolgere l’infinità saggezza delle leggi di natura nelle loro attività e nei loro scritti. Le leggi di natura nella loro infinita complessità si collocano oltre il tempo perché non smettono mai di agire. Come recita il Caraka Samitha, il più antico e ispirante testo di Medicina Ayurvedica: ‘Non vi è stato mai un momento in cui la vita non sia esistita’.
In un momentum universalis come l’attuale, la Natura interna ed esterna dell’uomo violentata dal paradigma dominante del relativismo etico e dell’utile a tutti i costi (pensate a tutte le problematiche legate all’innalzamento della temperatura globale di cui si sta discutendo e decidendo in questi giorni) non riesce più a produrre genomi come quelli di un Caraka, un Ippocrate o un Zhang Zhongjing detto appunto l’Ippocrate cinese.
Come dice bene Bellavite, per introdurre il dettaglio si è persa la visione universale della vita e si è confuso e limitato il ruolo dellla medicina il cui scopo principale è quello di promuovere e proteggere la vita stessa.
Come si dice nel testo: “La nostra esperienza indica come le tradizioni mediche sviluppatesi in ambito “extrascientifico”, vagliate con criteri di razionalità e sottoposte a ricerca con metodi rigorosi, possano costituire uno stimolo ad “allargare gli orizzonti” del pensiero medico e ad aprire nuovi filoni di ricerca.”
Ma poi si affretta ad aggiungere: “Accennando in vari punti del libro al contributo di queste tradizioni mediche ‘diverse’, non si intende sostenerne la validità come metodi di cura, che è in corso di accertamento e che comunque esula dagli scopi del testo, né s’intende sostenere che un’ ‘integrazione’ di una visone umanistica con quella scientifica della medicina passi necessariamente attraverso le terapie ‘non convenzionali’ “. Da questa condizione di sudditanza e subalternità che poi nasce il guizzo del censore che spesso è completamente all’oscuro delle grandi problematiche storiche ed epistemologiche e agisce come il Torquemada della situazione che abbiamo visto all’opera qui su Facebook negli ultimi giorni.
Noi del nostro gruppo siamo convinti che invece proprio attraverso le Medicine Non Convenzionali passi la rinascita della Medicina, quella che cura e aiuta la vita a mantenersi per sempre in qualsiasi angolo della terra. Pensate alla problematica di cui si discute in questi giorni di dare i vaccini anche ai paesi poveri che non possono permetterseli. Ma provate anche a chiedere a un indios dell’Amazzonia la cui ‘conoscenza tradizionale’ gli salva la vita ogni giorno nella foresta di rinunciare alla sua ‘medicina tradizionale’ perché non è scientifica e non è sufficientemente vagliata.
Sono argomenti difficili e complessi quelli di cui parliamo ma bisogna parlarne certo attraverso strumenti culturali adeguati che ne permettano una migliore definizione e applicazione e non relegandoli a mera ‘fonte di ispirazione’ e all’occasione anche censurarli.
Comunque sia questo è un libro a carattere divulgativo che l’autore consiglia a tutti dagli studenti agli addetti alla ricerca scientifica.
Aggiungiamo che si tratta di un libro sicuramente da tenere nella propria bibliotecha e da leggere e rileggere ogni tanto, come un po’ è capitato a noi negli ultimi tempi.