Il mercato delle medicine non convenzionali

In Italia il 14,5% della popolazione preferisce curarsi con le medicine non convenzionali, e sono circa 20 mila i medici prescrittori di medicinali omeopatici e antroposofici.
Le più conosciute sono l’agopuntura, la medicina tradizionale cinese, l’omeopatia , la fitoterapia, le manipolazioni osteo-articolari e la medicina ayurvedica.
Le medicine non convenzionali lavorano a supporto o, a volte, in alternativa alla medicina allopatica. Sarebbe corretto definirle complementari, intese come completamento, integrazione e reciprocità di medicine che seppur diverse si completano a vicenda.
Questa condizione di complementarità tra le diverse medicine è possibile solamente a patto che sia un medico a prescriverle. Come ribadito nell’art. 15 del codice di deontologia medica: “ il medico non deve sottrarre la persona assistita a trattamenti scientificamente fondati e di comprovata efficacia, il medico non deve collaborare ne favorire l’esercizio di terzi non medici nelle discipline non convenzionali riconosciute quali attività esclusive e riservate alla professione medica.”
Il farmacista invece ha il ruolo di “filtro” tra paziente e medicinale e tra paziente e informazione esterna, in un mondo dove le informazioni viaggiano alla velocità della luce e i pazienti non hanno le conoscenze ne le competenze per districarsi in questo mondo. Questo “filtro” presuppone una formazione costante soprattutto per le suddette medicine non convenzionali. Spesso i clienti entrano in farmacia chiedendo prodotti consigliati da amici, parenti o dei quali hanno letto su internet effetti benefici miracolosi. Diversamente quando un paziente arriva con una ricetta prescritta da un medico specializzato in antroposofia, omeopatia, medicina ayurvedica il ruolo del farmacista è quello di garantire la corretta conservazione e dispensazione del farmaco prescritto.